15 aprile – 5 maggio 2026
FONDAZIONE GIORGIO AMENDOLA
Dal 15 aprile a 5 maggio la Fondazione Amendola, in collaborazione con l’Accademia Albertina di Belle arti di Torino, propone il progetto espositivo Altrә visioni, identità, mondi a cura di Viola Barovero e Luca Motto.
La mostra collettiva mette in campo una costellazione di visioni di giovanә artistә (una trentina), provenienti da diverse aree geografiche, che studiano e operano sul territorio torinese. Una coralità di sguardi che emergono da una società in trasformazione e attraversata da una ricchezza di prospettive culturali, le giovani generazioni offrono punti di vista che superano i confini identitari e aprono a una visione inclusiva.
La mostra esplora il concetto di identità fluida e trasforma lo spazio espositivo in un “territorio di confine” che incontra il nomadismo culturale contemporaneo. La mostra non vuole essere una semplice rassegna di nazionalità, ma un’indagine su come lo sguardo “altro” (quello di chi viene da fuori) risemantizza lo spazio urbano e il concetto di appartenenza.
La trentina di giovanә artistә, che studiano in Accademia e abitano la città non sono semplici “ospiti” a Torino, né sono più interamente radicati nei loro paesi d’origine: abitano quello il “il terzo spazio”(Third Space), teorizzato dal filosofo e critico post-coloniale Homi K. Bhabha nel suo saggio The Location of Culture (1994). È una delle chiavi di lettura più importanti per comprendere l’identità contemporanea, la migrazione e l’ibridazione culturale. Bhabha rifiuta l’idea che le culture siano entità pure, fisse o separate. Per lui, l’incontro tra due culture non genera una semplice somma o un conflitto insolubile, ma apre una zona intermedia. Un luogo liminale (di soglia) dove le gerarchie consolidate vengono messe in discussione e in questo spazio nasce un’identità che non è né l’una né l’altra, ma qualcosa di completamente nuovo e sovversivo.
Fondazione Giorgio Amendola ETS – Via Tollegno 52, 10154 – Torino C.F. 97506110010
L’uso della schwa (ә) nel titolo Altrә non è solo una scelta di genere, ma un simbolo di indeterminazione creativa. Rappresenta una visione che non si accontenta di una prospettiva binaria (qui/lì, io/l’altro, tradizione/innovazione), ma che moltiplica i mondi possibili attraverso l’ibridazione. Altrә è simbolo di un’identità “aperta”, non ancora del tutto definita o volutamente fluida.
Il percorso espositivo intende quindi configurarsi come uno spazio aperto, privo di confini tematici rigidi, in cui l’espressione individuale trova piena libertà: non una linea unica, ma una molteplicità di sguardi può tentare di restituire un frammento della complessità del presente. Aprire lo spazio di espressione senza porre limiti, articolare liberamente le proprie domande, le proprie tensioni, le proprie prospettive, significa riconoscere la pluralità delle esperienze e delle provenienze, accogliere le differenze come ricchezza, permettere che il personale si intrecci anche con il politico.
Orari
dal lun al ven 9:30–12:30 / 15:30–19:00 sab 9:30–12:30 INGRESSO LIBERO

© 2022 – 2026
Accademia Albertina di Belle Arti di Torino
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